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(ringraziamo Jesabelle per il suo testo inviatoci tramite email) |
......aveva voglia di scrivere, tanta voglia, come le
tante cose da fare e che non trovava il tempo. Aveva paura che non avrebbe fatto in tempo, i panni da cucire, altri panni da lavare, cercava sempre di non avere tante cose da stirare altrementi come abrebbero fatto poi a stirarli? Tuttu questo pensava.... Viveva come se da un momento all'latro la morte sarebbe venuta a prenderla e l'avrebbe portata con se.
Non stava male, aveva mille e un dolorino da tutte le
parti, ma piu' psicologici che altro...e poi... come si sentiva brutta, obesa e cicciona. Aveva l'impressione che tutti la guardassero per la grande pancia che lei si vedeva, e inutili le riflessioni delle amiche, dicendogli che non era cosi orrenda come lei pensava. Ma niente, ormai nella sua testa nessuno sapeva togliergli questa idea. Aspettava... ma cosa? qualcuno pensava: forse di
riprendere a fumare...Ma l'orgoglio è troppo forte, ed è proprio vero che spesso uccide. Quante volte ha odiato quel giorno in cui ha deciso di farla finita con il fumo,
ma non si rendeva conto che avrebbe finito anche di vivere. Il suo mondo da 30 anni era attorno al fumo, e
all'improvviso questo non c'era piu. Non è come che ti
manca qualcuno di caro; la perdita di qualcuno penso che ci si possa farsene una ragione, ma la droga.... credo che sia insostituibile e si preferisce morire. Si cerca di combattere, di trovare un sostituto, un'occupazione che non ti faccia pensare, cercare di occuparti tutto il tempo libero per non pensare, per non cedere alla tentazione.....ma non serve, piano piano uno si rende
conto che tutto è assurdo, il mondo, la vita,
l'attesa....e ti ritrovi sempre li, a chiederti il perchè di questa sofferenza, se mai un giorno possa passare o se
sarai tu a porre....fine
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