IL TIMO
Fin dagli antichi Greci e Romani il timo è stato sempre una delle erbe più conosciute in cucina: usato un po’ dappertutto , nelle salse e nei ripieni per il pesce, nelle minestre e nelle carni, nelle verdure cotte e crude. La sua azione di facilitare la digestione lo rende utilissimo nella cottura di zuppe o carni grasse. E’ molto usato dai francesi come rilassante digestivo (carminativo) per eliminare i gas intestinali ed il gonfiore addominale. E’ un arbusto alto circa 20/30 cm., con piccoli fiori rosa o bianchi con rametti e foglie minute; nella varietà serpyllum i rametti si propagano a livello di terreno. Appartiene alla famiglia delle Labiate, piante aromatiche come la menta, lavanda, rosmarino; il suo forte odore aromatico, dovuto ad olio volatile contenuto soprattutto nelle sommità fiorite, è molto gradito alle api, il cui instancabile lavoro per la produzione del prezioso miele è noto a tutti. Allo stato selvatico si trova sparso un po’ dovunque lungo le coste del Mediterraneo, fino alle zone collinari. Trattandosi di una pianta utilissima per la cucina, la cosmesi e l’industria farmaceutica, viene molto coltivata in tutta Europa ed anche oltreoceano E’ una pianta che predilige i terreni tendenzialmente asciutti, fiorisce da maggio a settembre e, oltre che seminare, si può trapiantare agevolmente la piantina reperibile presso ogni vivaio. La utilità del timo nella cura della tosse e dei reumatismi fu divulgata soprattutto dai medici arabi, quali Avicenna ed Averroè, ma tracce dell’utilizzo di questo rimedio naturale vengono fatte risalire agli Etruschi ed agli Egizi. Al tempo dei Romani si attribuivano al timo anche proprietà antidolorifiche, come è riportato dal celebre Apuleio nel suo Herbarium, scritto nel 1481. Nel XVII secolo si trovano i primi utilizzi della pianta o dell’olio essenziale come vermifugo e come stimolante per i malinconici. Tra le varie specie di timo (vulgaris, citriodorns, capitatus, serpyllum, pulegioides) , due sono le varietà particolarmente prese in considerazione dalla ricerca scientifica: il vulgaris e il serpyllum. Per Valnet, medico ricercatore del secolo scorso, le due specie hanno le medesime proprietà. L’azione più importante dei principi attivi del timo è quella espettorante (dona sollievo alle vie respiratorie congestionate e alla tosse) dovuta all’azione fluidificante dell’olio volatile, il quale svolge anche azione antisettica combattendo lo sviluppo dei batteri. Per calmare la tosse ed alleviare le vie respiratorie congestionate è utile fare i suffumigi, cioè respirare per 10/15 minuti i vapori dell’infuso di timo o dell’acqua bollente in cui si è versata una o due gocce di olio di timo; insieme a questi è consigliabile bere una tisana di timo ed eucalipto dolcificata con miele, possibilmente di timo. Oltre che come bevanda, l’uso abituale del timo in cucina certamente aiuta a difendere e fortificare le nostre vie respiratorie, dandoci la possibilità di diminuire la frequenza e l’entità dei disturbi respiratori che durante la stagione invernale ci affliggono. In cosmesi, l’azione antisettica del timo viene sfruttata con creme ed impacchi per le varie affezioni della pelle, come acne e foruncoli. Altre applicazioni sono poi collegate alle caratteristiche aromatiche : profumi, acqua di colonia e deodoranti d’ambiente in cosmesi, liquori e conservanti dei cibi nel settore alimentaristico. Oltre all’azione disinfettante sulla pelle, il timo è un tonificante e stimolante della circolazione periferica. A tale ultimo scopo la pianta può essere strofinata direttamente sulla pelle per ottenere un immediato sollievo, mentre per un bagno tonificante può essere versato nella vasca un litro di infuso di timo (30 gr. per 1 lt. di acqua bollente lasciata a riposo 24 ore) restandovi immersi per 10/15 minuti. Per tonificare le gengive si usa una miscela di polvere di timo e salvia, che non intacca lo smalto e dona un alito fresco, mentre per rinforzare i capelli si fa un lavaggio con infuso di timo (50 gr. per un litro di acqua bollente) mescolato ad un cucchiaino di sale integrale e due cucchiai di sapone di marsiglia liquido. Certamente, l’uso abituale in cucina ci ha fatto trascurare o dimenticare le molteplici virtù, sia in uso interno che esterno, dei principi attivi di questa pianta , in particolare il timolo (uno dei principali costituenti dell’olio volatile), usato anche nelle fasciature chirurgiche per la sua azione battericida. Concludiamo ricordando che il filosofo G.B. della Porta, nella sua concezione mistica e magica delle ’cause naturali’, indicò questa pianta capace, se strofinata o odorata, di rendere immuni gli uomini dalle malattie e perciò capaci di godere in benessere una lunga vita.
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